“SPECIAL SMILE”

 

10380751_10206626156079353_5941755952601206802_n

Dalla dichiarazione dei diritti dell’infanzia:

DIRITTO A RICEVE CURE SPECIALI

“Se sei un disabile, fisico o psichico, hai diritto a cure specialI e a un’istruzione speciale,

che ti permettano di crescere come gli altri bambini.”

Il progetto Special Smile di “Una mano per un Sorriso – For Children” si fonda sulla dichiarazione dei diritti dell’infanzia. Special Smile è un progetto volto alla difesa del diritto alla vita e a ricevere cure speciali di bambini disabili e che vivono in condizioni particolarmente disagiate a causa della guerra o di situazioni sociali particolarmente disagiate in luoghi dove i diritti sono un lusso.

Il progetto prevede cure mediche e sostegno per la sussistenza della famiglia.

Il progetto è stato attivato nel Gennaio 2014 ed è attualmente attivo.

Queste sono storie difficili da ascoltare e a volte difficili da guardare in faccia, ma è importante essere continuare a lottare per questi bambini dimenticati da tutti ma non da noi.

 

PAROLE DI PAOLA DA UNA MISSIONE:

“Ogni volta che si parte si sa esattamente come e perché, ma non è possibile sapere come si torna perché sono tante le emozioni, sono tante le sfide e a volte è difficile crederci quando si è lontani da casa, dai tuoi affetti, dalle tue sicurezze e da voi che ogni giorno ci dimostrare il vostro sostegno.

Eppure c’è una forza che ci spinge, come uno tsunami che ogni volta ci spinge avanti.

Non è facile raccontarvi tutto quel che succede quando siamo via e a volte le decisioni si prendono in attimi perché comunque sono dettate da emozioni e fino a che sarà così sarà giusto.

Sarà vero.”

 

ECCO ALCUNE DELLE NOSTRE STORIE SPECIALI. 

NON LASCIAMOLI SOLI

 

SPECIAL SMILE “JOSEPH” 

(Siria)

11136737_10206626157359385_2199502285756407544_n

Prima della nostra ultima missione in Siria abbiamo chiesto al dottor Alì di metterci a conoscenza di casi di bambini in grave difficoltà e con problematiche gravi.
Non appena entrati nella piccola clinica di Bab al Salam (SIRIA) ci siamo resi conto che l’altrio era pieno di bambini speciali, sono molti i casi di bambini che necessitano di cure particolari.

Questa è la storia del piccolo Joseph bambino orfano di padre affetto da spina bifida e cecità. Joseph è orfano di padre e vive al campo profughi di Bab al Salam in Siria con la sua mamma e dieci fratelli.
Joseph era costretto a vivere, mangiare, dormire e giocare nel fango.
Durante questo viaggio abbiamo deciso di comprare al piccolo una carrozzina perchè le sue giornate potessero trascorrere più facilmente e così che la sua mamma lo potesse portare regolarmente alla clinica del dottor Alì.

Nelle immagini che oggi abbiamo deciso di condividere con voi potete vedere alcuni momenti di questa storia.

Da questa esperienza che ha toccato profondamente I nostri cuori nasce un nuovo progetto che oggi abbiamo deciso di raccontare a tutti voi: “SPECIAL SMILE

Questo progetto è dedicato ai bambini in difficoltà particolare che vivono in situazioni di grave povertà, in guerra o in stato di abbandono. E’ un progetto che s’impegna a migliorare le loro condizioni di vita e a sostenerli nel passaggio a future cure specifiche.

Questa è una storia vera, umana e sincera.
E se esiste ancora una parte di mondo umano certamente passa attraverso questi sorrisi speciali.

Ogni mese inviamo al dottor Alì i fondi necessari per sostenere Joseph per i suoi bisogni primari e medici.

Ma i sorrisi speciali sono tanti e chiediamo a chiunque volesse battersi con noi per questi sorrisi di aiutarci come può.

 

“Special Smile_ Ghayss “

(Turchia)

11025738_10206702853036729_1660480967204136672_n

Durante la missione dell’Aprile scorso, il Dottor Ali, come è solito fare, ci ha portato nelle case delle famiglie siriane più bisognose. Il dottor Alì segue molte famiglie nella zona di Killis, città turca situata a 5 km dal confine siriano.
Quella mattina ci ha accompagnato di fronte ad una casa semi-diroccata, che pareva abbandonata.
All’interno vive Il padre di Ghayss e tutta la sua famiglia, un uomo di circa 38 anni, paralizzato dalla vita in giù in seguito allo sfortunato incontro con un cecchino avvenuto ad Aleppo. L’uomo faceva il meccanico ad Aleppo prima dell’inizio della guerra, viveva con la sua famiglia in una casa normale, una casa con un bagno, proprio come le nostre, ma a Kilis quella casa non aveva il bagno.
Nella stanza dove incontriamo l’uomo vediamo immediatamente un quaderno dove un bambino – Ghayss – aveva disegnato un bagno, completo di gabinetto, lavandino, piatto doccia e lavatrice.
Guardandoci negli occhi ci siamo chiesti: come mai un bambino di 9 anni dovrebbe disegnare proprio un bagno?
In quel momento Ghayss non era presente, era andato a svolgere alcune commissioni per la madre, visto che la condizione del padre non gli consentono d’essere d’aiuto nelle faccende domestiche.
Il Dottor Ali ci fa notare come nella nuova “casa” non ci sia il bagno, quindi ci spiega come queste persone per lavarsi debbano gettarsi addosso dell’acqua in un angolo nell’unica stanza vivibile, mentre per le altre necessità sono costretti a chiedere ospitalità ai vicini.
Eppure per questa casa, dove quando piove dal soffitto entra l’acqua, la famiglia di Ghayss deve pagare ogni mese 260 lire turche (circa 100). Impossibile non chiedersi come faccia, un uomo paralizzato e disoccupato, a pagare un simile affitto.
Il Dottor Ali ci racconta come fino a quel momento l’affitto sia stato pagato grazie alla generosità della gente del posto.
In cuor nostro abbiamo fatto una promessa e oggi vogliamo mantenerla, Ghayss è un bambino meraviglioso, educato e coraggioso, anche il suo sorriso è speciale e oggi chiediamo il vostro aiuto perché questo piccolo eroe possa tornare a Sorridere, andare a scuola senza doversi preoccupare ne sognare un bagno.

Vi regaliamo alcune immagini di Ghayss e della sua famiglia scattate durante l’ultima missione di Natale quando, come ogni volta, siamo andati a fargli visita portando alla sua famiglia cibo e legna per la stufa.

Rimaniamo umani.

 

1656289_10208577648905454_3180926004782505575_n

 

SPECIAL SMILE: YUSSEF.

(Turchia)

13339496_10209886516746332_1959865036358898389_n

Questa è una storia molto difficile e probabilmente impossibile da comprendere per questo vi prego di leggerla immaginando che questo non è un altro mondo, che questi non sono altri figli, ma sono solo altri destini.

Empatia, ci vuole empatia per comprenderla.
E a noi tre viaggi per accettarla.

Questa è una di quelle soglie di casa che ci è pesato molto tornare a varcare, questi sono quei passi che t’incollano sotto le scarpe macigni di cemento pesantissimo da trascinare avanti.

Eppure anche questa volta ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti:
“Siamo qui per questo, andiamo avanti!”

Lui è YUSSEF.

YUSSEF e’ un meraviglioso bambino profugo siriano di 9 anni.

YUSSEF e’ un bambino disabile grave.

La storia di YUSSEF sembra ricalcare un cliché tristemente famigliare ormai alle nostre orecchie. YUSSEF e i suoi quattro fratelli vivevano ad Aleppo fino quattro anni fa in una casa normale, con una famiglia normale, con una vita normale, certo per quanto possibile fosse già allora “vivere una vita normale” vista la sua disabilità.

Quattro anni fa, quando la sua casa e’ stata distrutta da un barile bomba, tutta la sua famiglia e’ fuggita da Aleppo trovando in fine rifugio al campo profughi di Bab al Salam, lì sono rimasti per un anno e poi sono riusciti ad attraversare il confine della Siria per giungere fino in Turchia qui a Kilis.

Quella che potrebbe essere definita la salvezza, un grosso sospiro di liberazione dopo una lunga corsa per sfuggire al buio, e’ diventata in realtà un nuovo incubo.

L’appartamento dove vive questa famiglia si trova al secondo piano di una palazzina che sta letteralmente cadendo a pezzi.

YUSSEF vive da due anni rinchiuso in quel l’appartamento con i due fratelli più piccoli, Amina di sette anni e Abudi di due, in un appartamento decadente, sporco, maleodorante e privo di qualunque mobile, a parte un divano rosso Ferrari sul quale ama nascondersi fino a che non si sente al sicuro.
Anche i bambini appaiono in un chiaro stato di trascuratezza e abbandono.

La madre ci confida che tiene i bambini rinchiusi in casa perché altrimenti YUSSEF scapperebbe e molto probabilmente lo perderebbe per sempre. La donna ci racconta come la sua vita e quella della sua famiglia sia dura, ci confida d’essersi ammalata di pressione alta e diabete recentemente.

Ci appare come un essere Umano che ha perso la speranza.

Devo essere sincera e’ stato difficile trovare quei bambini in quello stato e sforzarsi di comprendere la donna e la sua disperazione che l’ha portata a faticare di prendersi cura di questi bambini.

Eppure YUSSEF quando lei si siede su quel divano rosso Ferrari le si avvicina e poggia la sua testa sulle sue gambe, lei fa un gesto liberatorio guardando il cielo e stinge le mani del bimbo forte.

Chi siamo noi per giudicare questo cammino con pesanti macigni incollati sotto le scarpe?

Non siamo qui per giudicare, ma per aiutare se possibile e quindi abbiamo deciso di offrire una possibilità a questa donna di migliorare le condizioni della sua famiglia grazie a un sostegno mensile che le permetterà di trasferirsi in una casa più dignitosa e magari con un piccolo giardino dove il piccolo YUSSEF potrà finalmente vedere la luce del sole e farsi scaldare il volto dai suoi raggi.

Certo starà a lei crederci ancora.

YUSSEF e’ un bambino profugo disabile.

Abbiamo bisogno di sei famiglie che decidano di sostenere il piccolo YUSSEF e la sua famiglia per sei mesi, che decidano di diventare parte di questa storia.

In fondo sono sufficienti 25€ al mese, il costo di una pizza fuori, per dare una possibilità a questo bambino di vivere una vita più dignitosa.

Non pretendiamo di cambiare vite, ma di dare possibilità’ si.

Questo lo possiamo e dobbiamo fare.

Insieme si può.

 

SPECIAL SMILE BARRACK”

(Korogocho, Kenya)

13659025_10210194196438132_6330987581740146914_n

Ho immaginato molte volte di tornare qui.

In cuor mio sapevo che sarebbe stato un momento speciale.

Ed è stato così.

Lui è il piccolo Barrack un bambino che seguiamo a distanza da mesi dopo che il suo caso ci è stato segnalato lo scorso novembre dal preside Abraham.

Mamma e papà Barrak hanno sei bambini e tutti frequentano la Smiling School.

Barrack ha nove anni ed è un bambino disabile grave.

Certo lo amavamo già tutti prima ancora d’averlo conosciuto, perché da mesi le sue fotografie ci rallegravano le giornate. Non ricordo d’aver mai visto una sua immagine in cui non spuntassero i suoi dentini aguzzi a incorniciare un meraviglioso sorriso.

Ricordo anche benissimo le notti insonni attendendo che la sua famiglia ci concedesse il permesso di portarlo alla Smiling School.

“Barrack non cammina! La scuola è lontana!”
“Lo facciamo portare da un piki piki!”
“Barrack non è autonomo ha bisogno di un aiuto costante!”
“Lo aiuteranno i professori e gli altri bambini!”
“No meglio che stia a casa con la mamma!”
“No Barrack deve stare a scuola con gli altri bambini!”
“Chi pagherà la scuola? Il piki piki? La mensa?”
“Troveremo una soluzione.”

Questo è un luogo difficile dove si fatica a provvedere ai propri figli anzi spesso sono i figli a dover troppo presto sostenere la loro famiglia, famiglie dove spesso i genitori hanno perso la speranza.

Essere un bambino con disabilità è una grande sfortuna, ma qui è quasi una disgrazia.
Spesso questi bambini vengono esclusi o addirittura nascosti perché le loro famiglie non sono in grado di aiutarli, così nascono e crescono senza avere la propria possibilità.

Noi abbiamo deciso di sostenere il piccolo Barrack.

Oggi ho scoperto che è il Sorriso di Barrack a dettare il tempo delle giornate, delle lezioni, dei giochi e della fine della scuola qui alla Smiling School.

Lui ride, ride sempre ed è sempre vigile e partecipe dispensando sorrisi gratuiti a tutti, sarà per questo che tutti lo amano e lo aiutano in ogni momento.

Barrack è una grande ricchezza per i suoi amici, per i professori e per tutti noi e per me senza dubbio un motivo speciale per essere giunta fino a qui ancora una volta.

Grazie a chi ha creduto in questo Sogno.

 

 

AIUTACI A SOSTENERE QUESTI BAMBINI, AIUTACI A DIFENDERE IL LORO DIRITTO ALLA VITA! 

 

PUOI DECIDERE DI SOSTENERE I NOSTRI PROGETTI ATTRAVERSO UNA DONAZIONE

OCCASIONALE O CONTINUATIVA!

Anche un piccolo aiuto è importante e fa la differenza!

RICORDATI SEMPRE DI INSERIRE LA CAUSALE DELLA TUA DONAZIONE!

COORDINATE BANCARIE:

UNA MANO PER UN SORRISO – FOR CHILDREN

IBAN: IT17 U089 0462 1810 2800 0109 712
Codice BIC: ICRAITRRP40

Oppure

Numero poste pay: 5333 1710 3801 9150
intestata a: Paola Viola
CF: VLIPLA75H59M088I

Oppure
PAYPAL: unamanoperunsorriso@libero.it

 

Dona il tuo 5xmille per un Sorriso!
BASTANO FIRMA E CODICE FISCALE
C.F. 94136740266
‪#‎5xmille‬ ‪#‎5×1000‬

 

UNA MANO PER UN  SORRISO – FOR CHILDREN

SEDE LEGALE: Viale della Repubblica n. 193/i, 31100 Treviso